L’ARTE SVELATA

Le opere restaurate dalla Fondazione Pescarabruzzo

 

Franco G. Maria Battitella, Cornelia Dittmar
(a cura di)

 

INTRODUZIONE

Probabilmente, il grande sviluppo che è stato raggiunto ai nostri giorni dalla disciplina del restauro, con lo straordinario moltiplicarsi di interventi di ogni genere sul territorio nazionale, costituisce una testimonianza di un successo operativo nel campo della tutela dei beni culturali. Questa esperienza è caratterizzata generalmente da: un forte coordinamento in stretta collaborazione con il sistema delle autonomie locali; una proficua sinergia tra i diversi soggetti istituzionali, professionali e sociali coinvolti nelle diverse attività; l’utilizzo di metodiche innovative negli interventi di restauro tramite l’adozione di specifiche direttive tecniche e di connesse attività formative.
Su tutto il territorio nazionale generalmente le Fondazioni di origine bancaria, come emerge nelle ultime edizioni annuali del Salone dell’Arte del Restauro di Ferrara, hanno sempre considerato tra i loro compiti principali le realizzazione di interventi mirati al recupero ed al pieno godimento delle opere d’arte e dei monumenti, collaborando con enti e istituzioni per la
migliore riuscita dei progetti di tutela e valorizzazione dei beni culturali. Anche la Fondazione Pescarabruzzo ha realizzato sul territorio di riferimento un impegnativo progetto proprio
pluriennale con importanti interventi di restauro, i quali hanno avuto significativi e spesso prestigiosi riconoscimenti, restauri che in questo volume trovate documentati con numerosi
riferimenti iconografici e con note critiche.
Il territorio pescarese, in continuità con quello abruzzese, offre al visitatore un’0ampia scelta di pere d’arte e monumenti di grande interesse: chiese romaniche e castelli, necropoli antiche e musei, eremi e borghi fortificati. La sistemazione e la valorizzazione attraverso i restauri che la Fondazione Pescarabruzzo ha promosso e realizzato hanno dunque anche il senso di sottolineare la presenza nel contesto locale di opere d’arte, monumenti, eremi e siti archeologici di notevole significato, anche se spesso poco noti, la cui tutela e la cui salvaguardia fanno sì che l’elenco delle cose da vedere, per i cittadini e per il turista, diventi più ampio di anno in anno.
Le opere che sono state restaurate sono dipinti, affreschi, sculture che, nella loro fattispecie, in molti casi possono essere considerati “minori” da una certa critica o non attribuibili a grandi nomi, ma che in realtà hanno un valore inestimabile per il territorio e sono testimonianza di una fervida attività artistica. Il lavoro di restauro è stato svolto in sinergia con la Soprintendenza ai Beni Culturali che ha collaborato con i suoi tecnici per una riuscita ottimale degli interventi.
Ogni scheda contenuta in questo testo si compone di due parti: una relazione critica ricca di riferimenti bibliografici, dove vengono illustrate le caratteristiche dell’opera, la collocazione in un periodo storico, l’inquadramento in un determinato stile o in più stili, le note bibliografiche sull’autore o collegamenti a lavori di ricerca e probabile legami in caso di paternità ignota. La seconda parte della scheda è costituita da una relazione tecnica dove: si illustra innanzitutto lo stato iniziale dell’opera e poi viene descritto l’intervento di restauro nel dettaglio; vengono richiamate le modalità operative in base allo stato di conservazione; si elencano le sostanze solventi con la descrizione delle tecniche manuali e con riferimenti anche a determinate problematiche relative alla manutenzione dell’opera, sempre in base alle sue peculiari caratteristiche. Il tutto è inoltre corredato di fotografie a colori che mostrano le opere prima e dopo il restauro ed alcuni particolari.
Un’opera completa, quindi, che per come è strutturata è di grande interesse per chi si occupa di restauro, ma è adatta anche ad un pubblico di “non addetti ai lavori” interessato a conoscere meglio la storia dell’alte del nostro territorio e gli interventi che sono stati effettuati per la conservazione delle sue notevoli testimonianze. Anche perché, in alcuni casi, durante le operazioni di restauro, sono emersi dei particolari rilevanti, delle date delle firme, delle pitture che, nascoste da altri strati, rivelavano significative informazioni sull’opera e sul suo autore o
che comunque si prestavano ad interessanti connessioni nel caso in cui l’artista fosse ignoto.
A parlare delle opere e di restauro, dei suoi effetti, nonché dei risultati eclatanti che ne sottolineano le singole operazioni, sono veramente in molti fra gli addetti ai lavori: franco G. Maria Battistella, Sergio Caranfa, Stefano De Mieri, Giovanni Gazzaneo, Candido Greco, Concetta Maiezza, Gerardo Pecci, Enrico Santangelo, Maria Teresa Tancredi, Paola Vallisi per le relazioni critiche, Bruno Bucccella, Daniela Del Francia, Fausto Di Marco, Cornelia Dittmar, Leo Medori e Carlo Usai per le relazioni tecniche; mentre la composizione di tutti i materiali ha beneficiato del prezioso e specifico impegno di F.G. M. Battistella e di C. Dittmar.
La sensazione che se ne trae è quella di un’attività destinata a superare le più ottimistiche previsioni e aspettative culturali, producendosi in una vera e propria “restituzione degli antichi valori” messi a repentaglio dal tempo e a volte dall’incuria degli uomini.
La sensazione che se ne trae è quella di un’attività destinata a superare le più ottimistiche previsioni e aspettative culturali, producendosi in una vera e propria “restituzione degli antichi valori” messi a repentaglio dal tempo e a volte dall’incuria degli uomini.
Sembra condivisibile, quindi, quell’ottimismo diffuso che ormai caratterizza le iniziative e le affermazioni dei responsabili del restauro, e che influenza a tal punto l’opinione pubblica da farle quasi credere che restaurare un’opera significhi non solo il conservarla il più possibile, ma, in un certo senso, farne rivivere i fasti di una volta, rinnovarne la dimensione estetica ed il
senso artistico.

Nicola Mattoscio
(Presidente Fondazione Pescarabruzzo)

 

 

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