GRUPPO 4

POSTMODERNO LIQUIDO

 

D’ANDREA
RUGGIERI
SALUPPO
VALENTINI

 

ARTISTE AL FEMMINILE NEL MONDO CONTEMPORANEO

Con gli occhi della contemporaneità si ha il privilegio di poter cogliere come è cambiato il linguaggio dell’arte nel corso del tempo, partendo dal presupposto che mutamenti ciclici significativi si sono sempre avuti nella storia generale dell’estetica, e quindi in quella della pittura e di ogni espressione artistica visiva. Fatti salvi i parametri di bellezza e perizia (ma non sempre, perché si sa, la Bellezza non è mai stata, durante i secoli, un valore assoluto e atemporale), i principali cambiamenti sono avvenuti in senso parallelo al mutare delle condizioni di vita materiali e spirituali dell’uomo, in una ridefinizione continua di cosa possa considerarsi o meno, di volta in volta, nel tempo e nei modelli di società, un oggetto d’arte.
A partire dalla nota riflessione di Walter Benjamin per sottrarre la funzione dell’arte alle manipolazioni autoritarie, non sarebbe insomma l’innovazione tecnologica a produrre la rivoluzione artistica, bensì sarebbe l’evoluzione della tecnica a maturare nel tempo come conseguenza delle virtù contaminanti della spiritualità dell’arte stessa.
In una sorta di trionfo democratico dell’esperienza artistica, allora, il “post-moderno” o “contemporaneo” si presenta in forme estremamente variegate e cangianti. Ma conserva una stretta relazione con gli albori della civiltà attraverso l’idea che l’artista sia una persona dotata di particolare sensibilità, capacità intuitive e intelligenza, doti che gli permettono di cogliere la verità meglio e prima di altri, e quindi di anticipare e prevedere il futuro, costituendo l’avanguardia della società stessa. Tale concezione è stata determinante per far mutare definitivamente la rappresentazione figurativa ed ha finito per porre nelle responsabilità di pittori, scultori, poeti, una potenza inusitata, originata dal poter raccontare, anche in chiave astratta, stati d’animo, sensazioni, sentimenti, altrimenti inaccessibili.
L’arte contemporanea produce perciò un sistema di conoscenze sul mondo che muove dall’essere all’opera e, rilevano tanti critici, troppo spesso l’attenzione si ritrova spostata dall’opera stessa alla firma. Arthur Danto, il noto filosofo americano che fu tra i primi a segnalare lo strapotere della firma d’autore nella complessa realtà dell’arte moderna, ha sottolineato in ogni caso che l’occhio non è mai vergine, poiché condizionato da un preciso retroterra culturale che, soprattutto nel corso degli ultimi due secoli, si è venuto consolidando in un “Canone occidentale” della filosofia estetica.
Nel dare quindi alle stampe questo volume dedicato al “Gruppo 4”, un catalogo visibilmente e inevitabilmente ancorato al nostro tempo, è importante quindi sottolinearne da una parte l’originalità, insita nella carica di intuizione, interpretazione e innovazione, presentate in ciascuna delle opere mostrate, e dall’altra il riferimento obbligato al sostrato precedente e più in antico poi sopraffatto dalle nuove esperienza espressive.
Per quanto non orientate da uno specifico manifesto programmatico, le artiste del “Gruppo 4” hanno infatti scelto di privilegiare un percorso di ricerca per condividere un linguaggio che si snoda lungo un itinerario collettivo, connotato da una coesione interna vagamente riconducibile all’espressionismo astratto americano e alle tendenze della “Nuova Secessione artistica italiana” o “Fronte Nuovo delle Arti” come animato dal movimento artistico attivo soprattutto a Milano, Roma, Venezia nell’immediato secondo dopoguerra del ventesimo secolo. Precisando comunque e ancora che nelle proposte espressive presentate non si rinviene nessun indizio per il “Manifesto” di un novo movimento, ma che si coglie solo il tentativo di condividere un linguaggio che tiene conto della lezione di quella stagione storica ormai alle spalle.
Da donne, peraltro, Patrizia D’Andrea, Lucia Ruggieri, Rena Saluppo, Loriana Valentini, con piena libertà d’azione, si sono mosse nel solco di illustri anticipatrici quali furono senza ombra di dubbio Angelika Kauffman, Berthe Morisot, Tamara De Lempika o, per venire a giorni più recenti, Marina Abramovic e Jenny Holzer. Sarebbe interessante indagare quanto le artiste considerino il proprio lavoro “femminista”, in virtù del fatto che riescono a far confluire in un gesto creativo costellazioni di sensi coincidenti con la storia, la vita, l’evocazione suprema dell’essere. Un sentimento che il loro essere autentico, di donne del tempo presente, deve certamente aver ispirato e largamente influenzato.
Di certo le nostre del “Gruppo 4” riescono appieno a fare arte se, come ha scritto anche Bonito Oliva “la posizione fondante dell’arte è il nomadismo, il continuo spostamento verso il proprio confine, verso l’inevitabile frattura di ogni equilibrio di linguaggio. E questo avviene attraverso la differenza dell’opera, che si rifiuta di omologarsi con le altre opere e vive la condizione solitaria della propria superba discontinuità”.

Nicola Mattoscio
(Fondazione Pescarabruzzo)

PRESENTAZIONI
Pur provenendo da diverse cittadine abruzzesi non è stato difficile per noi del Gruppo 4, conoscerci. La passione per l’arte ci ha spinto spesso a seguire gli stessi eventi culturali dentro e fuori regione ed anche a condividere curatele e spazi espositivi in mostre collettive. Da subito ci siamo rese conto che in ognuna di noi dipingere occupava ed occupa un posto importante e che pur nella differenza di linguaggi espressivi, le nostre produzioni artistiche si intrecciano inscindibilmente con le nostre esperienze di vita. In noi è forte il desiderio del ritorno al “mestiere” della pittura, un mestiere che non permette approssimazioni ed estemporaneità ed è forte anche la voglia di contare in un mondo, quello dell’arte, che nonostante i passi avanti, è ancora appannaggio degli uomini a discapito delle donne: ecco allora il desiderio di unirci in Gruppo 4.
A dar voce alla nostra iniziativa si sono adoperate personalità del mondo artistico di indubbia fama, come Vittorio Sgarbi che di noi ha offerto un contributo accattivante e provocatorio nell’introduzione del catalogo. Il critico nel soffermarsi a disquisire sulla natura del nome Gruppo 4: Postmoderno Liquido, proponendone nel Neomoderno Solido l’alternativa, conclude testualmente “l’apparente contraddizione potrebbe essere tale solo in parte: a pensarci bene, volere essere considerati una cosa proponendone un’altra che assomiglierebbe al suo contrario sarebbe davvero il massimo della liquidità concepibile”.
Infine, è stato per il Gruppo 4 stimolante oltreché di grande supporto, il poter dialogare e condividere le linee guida con gli enti depositari di quei valori ed insegnamenti che si intende trasmettere con lo stesso progetto.
L’arte è sempre inclusiva, in quanto capace di unire e tenere insieme l’oggetto ed il soggetto e anche quando non decifriamo chiaramente il messaggio stiamo comunque dialogando con l’oggetto e con noi stessi. Così pure, gli stimoli derivanti dall’incontro sinergico di più attori insieme con il Gruppo 4, potrebbero indurre ad uno scambio colloquiale portatore di testimonianze e messaggi facilmente fruibili in qualsiasi contesto.

Rena Saluppo
Presidente Associazione Gruppo 4

Quattro valenti pittrici abruzzesi, forti delle loro capacità artistiche e degli apprezzamenti critici già riscossi, hanno deciso di costituire un gruppo per far sentire meglio la loro voce, confermando il principio che quando le donne fanno squadra sono capaci di varcare grandi traguardi.
Da Pescara, città particolarmente viva dal punto di vista artistico e culturale, Patrizia D’Andrea, Lucia Ruggieri, Rena Saluppo e Loriana Valentini hanno voluto iniziare il loro comune percorso espositivo che le poterà anche fuori regione, con nostra soddisfazione, diventando in un certo senso, “ambasciatrici” della creatività artistica abruzzese.
Pescara è città ricca di musei che non solo conservano memorie di un passato davvero molto celebrato, basti pensare ad esempio al Museo Casa Natale Gabriele D’Annunzio o al suggestivo Museo Civico Basilio Cascella, ma è anche la città di veri e perenni loghi di sperimentazione contemporanea, comunque di grande attenzione all’oggi: ne sono esempi l’Aurum, il Mediamuseum, il Museo Vittoria Colonna.
Ed è proprio il Museo Vittoria Colonna ad ospitare la prima mostra del Gruppo 4, che sarà occasione di arricchimento importante per la città: le opere che spaziano dall’informale, all’astratto al figurativo presentano tutte le caratteristiche per essere apprezzate sia dal pubblico che dai critici.
L’augurio è che Pescara possa portare successo a questo importante percorso espositivo che condurrà le nostra artiste fuori dall’Abruzzo e con la loro creatività dalla nostra regione.

Marco Alessandrini
(Sindaco di Pescara)

Come Assessore alla Cultura della Città di Pescara non posso che rallegrarmi di questa mostra collettiva, piacevolmente diversificata, di quattro artiste abruzzesi: Patrizia D’Andrea, Lucia Ruggeri, Rena Saluppo e Loriana Valentini, già affermate ed apprezzate nella nostra regione e non solo.
Sono convinto, come ho avuto modo anche di dire, che un assessore alla cultura sia un assessore ai sentimenti e all’intelligenza di tutta una città. Sentimenti e intelligenza che questa mostra stimolerà non solo per l’apprezzamento del bello e diciamo del “piacevole” suscitati da armonie e accostamenti di colore, ma anche per ciò che la vera arte, se intensamente guardata, può suggerire e generare.
Il grande Picasso scrisse che “L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella nostra vita di tutti i giorni”. Ogni forma di cultura in realtà ci invita a scuotere la polvere accumulata nella vita e ad inventarci esistenze migliori.
Il mio ringraziamento sentito a queste artiste che hanno scelto Pescara come prima tappa di un viaggio che le vedrà in molte città italiane ad esporre la loro arte: grazie di averci portato l’incanto delle consonanze quasi “assolate” della pittura di D’Andrea, le figure misteriose e solitarie di Ruggieri, le astrazioni eleganti di Saluppo e le pennellate nastriformi di Valentini. Un ringraziamento e un augurio di successi che sono sicuro meritano in pieno.

Giovanni Di Iacovo
(Assessore alla Cultura della Città di Pescara)

Il colore assume la valenza di protagonista nelle opere delle artiste del Gruppo 4:
Patrizia D’Andrea, Lucia Ruggieri, Rena Saluppo e Loriana Valentini. Tutto è colore, emozione, movimento.
Espressione della nostra mutevole società, senza confini definiti, senza certezze e punti saldi, “liquida” appunto, come ha pensato di definirla Zygmunt Bauman qualche anno fa.
Proprio questa liquidità, fluidità, essenza astratta, priva di linee di demarcazione e di confini ben precisi, viene percepita nelle opere delle artiste del Gruppo 4. L’idea del Gruppo, risale ad una necessità, quasi ancestrale, di confronto, di mutuo aiuto, d ricerca di conferme e disconferme, in una società, come quella odierna, in cui l’individuo è sempre più solo. Ed è proprio questa posizione ossimorica che affascina nelle opere di queste artiste. Quattro donne, legate da un legame di terra D’Abruzzi, che percepiscono e fanno percepire il sapore e il profumo acre del mare e quello pungente e misterioso della montagna, paesaggio del nostro territorio. Eppure, nulla di iconico, né di didascalico o squisitamente figurativo, solo astrazione.
Quell’astrazione che consente di immaginare, di indovinare, di penetrare nei meandri del pensiero dell’artista, cercando di tuffarsi nel suo mondo, nelle sue riflessioni, nel suo vissuto. Cosa vorrà mai rappresentare?
Forse… O forse no…
Se li osserviamo con una luce diversa, che effetto avremo? E quando saremo tristi, o stanchi, o felici o innamorati, o delusi, o scocciati? La meraviglia dell’arte. Il lector in fabula. Il potere dell’immaginazione, la voglia di fare inferenze e la magica possibilità di essere trasportati in un mondo fatato, fatto di ombre, colore, illusioni, giochi cromatici, texture e spunti materici. Questo, leggo nelle opere di queste artiste e nello stesso tempo ascolto, odo il rumore del mare, le grida di fanciulli, le risate di giovani e il canto delle cicale nelle calde serate d’estate. La collaborazione con il Liceo Artistico Misticoni Bellisario nasce dalla volontà di favorire nei giovani studenti il confronto con artisti del territorio, operanti in contesti nazionali ed internazionali. Questo per dare la possibilità agli studenti di praticare davvero l’arte e di fare in modo che ciò che si studia a scuola diventi anche il motore per il fare a livello professionale
nel campo artistico. Al giorno d’oggi l’arte.

Raffaella Cocco
(Dirigente Scolastico Liceo Artistico Misticoni Bellisario di Pescara)

 

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