Viaggiatrici straniere nell’Abruzzo del XX secolo
Amy Atkinson, Anne Mcdonell, Estella Canziani
INTRODUZIONE
L’esposizione che oggi ho il piacere di inaugurare rappresenta l’ennesima tappa della fortunata collaborazione con l’Associazione Culture Tracks di Pescara. In questi anni l’intento di entrambi è stato quello di dare un’impronta internazionale o comunque europea all’evento culturale.
Il periodo di profonda crisi che viviamo ci porta a riflettere sul ruolo della Fondazione fortemente radicata nel territorio abruzzese e che continua ad investire nella cultura, consapevole che si tratti di una importante opportunità per ripensare il futuro, soprattutto con riferimento ai nuovi modelli di crescita e sviluppo economico.
Ne parlavo in una recente intervista ad un quotidiano locale, sottolineando che l’intero budget della Regione Abruzzo per sostenere la propria politica culturale per l’esercizio in corso è di circa trecentomila euro, mentre il nostro è di oltre due milioni solo nelle attività erogative destinate al territorio pescarese. L’autonomia della Fondazione, insieme alla sua solida e diffusa referenzialità e le buone performance che ne hanno caratterizzato fin qui l’esperienza, consentono di guardare positivamente alle più significative aspettative della comunità locale.
Il tema delle viaggiatrici straniere in Abruzzo agli inizi del XX secolo è l’intrigante filo conduttore di questa esposizione.
Le opere esposte illustrano le memorie di viaggio che, superando i pregiudizi dell’epoca, si avventurarono in una terra lontana dagli itinerari classici ed evitata persino dai viaggiatori più curiosi e coraggiosi.
Concludo con le parole della scrittrice inglese Anne Macdonell nei luoghi di D’Annunzio: “Le vele ancora spiegate sembrano vessilli dai colori cremisi e oro ed alle loro spalle si erge la Maiella blu ancora incappucciata di neve, questo è lo spettacolo che ogni sera ci offriva Pescara”.
Nicola Mattoscio
(Presidente Fondazione Pescarabruzzo)
Fuori dai sentieri battuti: viaggiatrici straniere alla scoperta dell’Abruzzo Testimonianze ed immagini dei primi anni del Novecento
Una regione preminentemente montuosa, scolpita dal tempo, come un brillante grezzo incastonato nel bel mezzo della penisola italiana: l’Abruzzo, dalle cui vette ci si affaccia vertiginosamente sull’Adriatico.
Al declinare del fenomeno del Grand Tour, l’ultimo territorio non distante da Roma, che presentava quella peculiarità di paesaggi impervi ed ai più sconosciuti era proprio la nostra regione.
Cosa di più intrigante per i curiosi viaggiatori dell’ignoto? Tra la fine dell’800 ed i primi anni del XX secolo le visite si intensificarono, le notizie che ne scaturivano erano entusiaste ed ogni tipo di pregiudizio decadeva nei racconti di Edward Lear o Kappel Craven.
Questa volta a raccontarci l’Abruzzo sono tre artiste e letterate donne inglesi ed americane quali Amy Atkinson, Anne McDonell ed Estella Canziani. All’inizio, come è facile immaginare, le donne che incominciarono a viaggiare furono poche: donne appartenenti alla nobiltà o di provenienza sociale e culturale elevata. Lo sguardo con cui le viaggiatrici hanno osservato i paesi visitati, hanno dato luogo e origine alla particolarità di questo viaggio al femminile in Abruzzo. In primo luogo, l’attenzione per i dettagli che investe non solo l’aspetto geografico, antropologico o storico delle mete di viaggio ma anche altri aspetti per così dire minori legati alla vita quotidiana. Le donne osservano spontaneamente il modo di vestire, gli oggetti usati nella quotidianità, l’alimentazione, le abitudini familiari, il modo in cui i figli veniva no allevati.
L’associazione culturale Culture Tracks ha voluto organizzare una mostra prendendo spunto da due testi: “Negli Abruzzi” 1907 di Anne Macdonell illustrato da 12 acquerelli di Amy Atkinson e da “Attraverso gli Appennini e le terre degli Abruzzi-Paesaggi e vita paesana” edito nel 1928 di Estella Canziani.
Estella (Louisa Michaela) Canziani (12 gennaio 1887-23 agosto 1964) ritrattista inglese, pittrice di paesaggi, decoratrice di interni e scrittrice di viaggi e folklore. Nata a Londra, Estella Canzian era la figlia della pittrice Louisa Starr (1845-1909) ed Enrico Canziani (1848-1931), un ingegnere civile italiano.
Si è formata come artista, studiando prima al ‘Copernico’, scuola di Kensington poi presso le scuole della Royal Academy. Ha esposto alla Royal Academy di London, Liverpool, Venezia ed in Francia. La sua opera più famosa è un acquerello intitolato The Piper of Dreams, esposto alla Royal Academy nel 1915. The Piper of Dreams è stata una delle stampe d’arte più popolari dell’epoca della guerra, raffigura un semplice ragazzo del paese che suona il flauto e circondato da fate. È stata una delle stampe preferite dai soldati inglesi nelle trincee della prima guerra mondiale.
Viaggiò molto in Europa, in particolare in Italia. I suoi dipinti documentano gli abiti e lo stile di vita delle popolazioni locali che vivono in villaggi remoti. Ha anche lavorato come illustratrice di libri.
Ha pubblicato tre libri di viaggio: Costumi, tradizioni e canzoni della Savoia (1911), Piemonte (1913) e Attraverso gli Appennini e le terre degli Abruzzi (1928), i suoi scritti l’hanno fatta entrare a far parte della Royal Geographical Society. Ha pubblicato una serie di articoli sulla rivista della Società Folklore. Una gran parte della sua collezione è conservata nel Museo di Birmingham& Art Gallery. Canziani era una quacchera e membro della Royal Society of British Artists, Arts and Crafts Exhibition Society, Società dei Pittori in Tempera, Royal Society per la Protezione degli uccelli, Società per la Prevenzione della Crudeltà verso gli animali, e la Folklore Society.
Molto poco si sa della vita di Amy B. Atkinson. Artista di origine americana, aveva raggiunto una certa fama nei circoli artistici di Londra gli inizi del XX secolo collaborò con la scrittrice Anne McDonell nell’illustrazione dei suoi libri di viaggio. Ricerche presso la Biblioteca Nazionale di Londra ed il Consolato Britannico di Roma non hanno prodotto risultati e quindi non siamo in grado di fornire dettagli biografici sulla vita di Amy Atkinson e di Anne McDonell.
Sappiamo qualcosa in più sull’attività letteraria di Anne McDonell, in particolare le sue traduzioni dall’italiano, lingua che evidentemente conosceva bene. A parte la vita di Benvenuto Cellini (Londra 1903), ha tradotto in inglese le opere riguardanti le biografie dei santi. Ha anche pubblicato una raccolta di fiabe italiane tradotte con il titolo di Italian Fairy Book (Londra
1911).
Sappiamo anche che era informata sulla terra d’Abruzzo che le ha permesso di affrontare a fondo i problemi storici ed economici della regione, analizzandoli con la tecnica moderna di indagine sociologica. Nessuno ha saputo leggere la storia dell’Abruzzo meglio della McDonell riuscendo a penetrare nella psicologia dei suoi abitanti.
Centrata sulle donne questa mostra rappresenta un grande stimolo per la ricerca in quanto offre un terreno ideale sia per un approfondimento più aperto agli apporti delle altre culture.
Associazione Culture Tracks