Raffaella Falconio
(a cura di)
PRESENTAZIONE
Domus vuol dire luogo privilegiato, legato indissolubilmente alla vita dell’uomo, segnatempo della sua civiltà, custode unico dell’intricato spessore di memorie sedimentate dal tempo.
Le Pulcherrimae, come recita il titolo intrigante di questo volume, sono soltanto una selezione tra quelle riccamente portate in dote dalla città di Pescara e dal suo hinterland.
Corredate di immagini e di notizie, le pagine del libro diventano documento culturale di grande valore, strumento che superando la barriera della proprietà privata, consente di appropriarsi della storia e della bellezza che esse raccontano, facendole diventare patrimonio di tutti. Storia e bellezza che si scopre con sorpresa non sono legate solo alla colta architettura di spazi irripetibili o a ciò che rimane di oggetti e preziosi arredamenti in stile, ma anche ai giardini.
Racchiusi al centro delle domus, come un bene prezioso, intesi per segnare un confine o solo per raccontare la poesia di piante e di fiori sono testimoni di un antico amore e rispetto verso la natura, oggi così spesso violata.
Il tema di questa pubblicazione si lega per pura coincidenza all’attualità di un evento internazionale che ha già messo in fila migliaia di visitatori: l’avvenuto restauro dell’ultima e più famosa dimora romana dell’imperatore Nerone. Senza neppure voler tentare un inopportuno parallelo, è piacevole considerare come la scoperta o riscoperta di un’antica casa dell’uomo, sia sempre accompagnata da un interesse che oltre la curiosità è continua ricerca del codice genetico dell’identità umana, custodita al loro interno. Anche quando senza essere “auree” sono solo “pulcherrimae”.
Nicola Mattoscio
(Presidente Fondazione Caripe)
INTRODUZIONE
L’Associazione Dimore Storiche italiane plaude all’iniziativa che ha portato alla pubblicazione di questo volume sulle dimore storiche in terra d’Abruzzo, perché, attraverso l’attenta ed accurata rivisitazione dei luoghi ed edifici che la storia e l’arte hanno lasciato in questa regione, è stato L’Associazione Dimore Storiche italiane plaude all’iniziativa che ha portato alla pubblicazione di questo volume sulle dimore storiche in terra d’Abruzzo, perché, attraverso l’attenta ed accurata rivisitazione dei luoghi ed edifici che la storia e l’arte hanno lasciato in questa regione, è stato possibile creare una documentazione preziosa sui palazzi, ville, castelli, di grande interesse e pregio del territorio abruzzese.
Rivalutare il passato, ma anche le premesse perché questo passato possa essere conservato e tramandato alle generazioni che verranno, è l’obiettivo di quanti sono consapevoli che la memoria è la componente determinate per la costruzione di un futuro che abbia solide radici e ne permetta lo sviluppo ordinato.
Le dimore storiche sono spesso veri e propri musei, resi vivi e per questo più affascinanti, dalla presenza di proprietari che ne hanno a cuore la tutela della memoria e l’esigenza irrinunciabile di conservarla.
Ciò che spesso si trascura è proprio il fatto che sono spesso le dimore storiche di proprietà privata a costituire una parte non trascurabile dell’immenso patrimonio dei beni culturale del nostro Paese. Su di loro, perciò, sarebbe giusto si accentrasse, più di quanto oggi non avvenga, l’attenzione degli organi dello Stato, soprattutto per quanto attiene alle numerose e complesse problematiche della conservazione, del restauro, della fruizione. Ben vengano, dunque opere come questo libro, perché esse costituiscono uno strumento di comunicazione e di promozione di grandissima importanza per diffondere anche in Italia una conoscenza adeguata – ed una coscienza, soprattutto – del ruolo insostituibile delle dimore storiche nel tessuto articolato e ricchissimo delle opere d’arte e delle tracce storiche di cui l’Italia a giusto titolo, mena vanto.
L’Abruzzo e, dai più, considerata regione ricca soltanto di splendidi paesaggi, forse per la possente bellezza dei molti monti o che ne arricchiscono e ne movimentano l’entroterra, dimenticando, spesso, che è stata culla di opere d’arte e di artisti che hanno contribuito non poco al fascino di quella terra: se è facile peraltro citare, fra gli artisti, D’Annunzio, Flaiano o
Michetti, meno facile è citare luoghi e dimore che abbiano avuto un ruolo, nei secoli passati, da un punto di vista artistico o storco, che le renda testimonianze vive di quei tempi. Ecco quindi l’importanza di un volume come “Domus Pulcherrimae” che, ripercorrendo la storia delle principali dimore abruzzesi, le riporta all’attenzione degli studiosi e di quanti, avendo a cuore le bellezze delle nostre regioni, sono interessati a leggere e a riceverne così stimolo per un’effettiva vista dei luoghi.
Vi è quindi un’0assoluta consonanza tra l’Associazione Dimore Storiche italiane e il progetto che ha dato vita a questo volume: consonanza che si esprime nella valorizzazione di quel vasto patrimonio di edifici che, nelle loro sia pur diverse forme strutturale ed artistiche, sono accomunati dall’essere stati sede, nei secoli, di eventi che li hanno caratterizzati con un imprinting esclusivo e li hanno marcati come comportamenti essenziali di quelle vicende storiche che raccontano la crescita e lo sviluppo del nostro Paese.
D’altra parte narrare la storia non è un’impresa facile, correndosi costantemente il rischio di cadere in una zuccherosa “ricerca del tempo perduto”, molto più significativo è il riproporre, come ha fatto la curatrice di questo volume, i fatti, gli avvenimenti, i personaggi che nelle case di cui si racconta la storia si sono succeduti negli anni, lasciando ad altri il compito delle analisi filologiche e delle interpretazioni storiche.
Un libro dunque di grande interesse, cui ci auguriamo altri possano seguire, per disegnare così, un ideale percorso delle dimore storiche italiane.
Aimone Di Seyssel D’Aix
(Presidente Associazione Dimore Storiche Italiane)
PREFAZIONE
Vedere raccolte e illustrate un libro, una selezione delle dimore storiche d’Abruzzo mi riempie di vera gioia.
È stato un impegno editoriale di non facile realizzazione, per la buona riuscita del quale ringrazio l’iedeatrice e curatrice dell’opera.
Desidero rivolgere un grazie, altrettanto sentito alla Fondazione bancaria che ha dimostrato un contreto interesse per il patrimonio delle dimore storiche.
Patrimonio unico capace di conservare, come in uno scrigno, gli avvenimenti storici e culturali vhe nel corso dei secoli si sono succeduti nella nsotra terra d’Abruzzo.
Voglio sperare che questo primo interessante volume favorisc una nuova attenzione e solleciti quelle premure necessarie alla buona conservazione delle dimore storiche che non puiò e non
deve pesare solo sui privati.
Ed è altresì augurabile che altre pubblicazioni possano seguire sullo stesso tema per offrire alle “Domus Pulcherrimae” la possibilità di continuare il racconto della lro affascinante storia.
Antonio Falconio
(Presidente Regione Abruzzo)