Un sentiero di dieci epigrafi nella città
Eremo Dannunziano
(a cura di)
PRESENTAZIONE
Perché un sentiero di dieci epigrafi dannunziane a Pescara, a cento quarant’anni dalla nascita del Poeta?
L’epigrafe è una citazione autorevole diretta a conservare un ricordo, a comunicare un evento. In tal senso è più di un omaggio, più di una dedica.
Gabriele d’Annunzio è stato personaggio, ma è stato Autore incomparabile. Pescara e la memoria che G. d’Annunzio ha della sua città procedono insieme, come il fiume ed il suo letto. L’invenzione poetica e la narrativa dell’Immaginifico hanno portato la sua città – come la sua terra – nell’Europa e nel mondo.
Dalla esposizione permanente delle epigrafi nasce l’auspicio che la diffusione dell’opera dannunziana si consolidi senza riserve.
La nostra “Associazione di amici dei luoghi dannunziani” formula l’auspicio che la città con i suoi abitanti continui nella conoscenza e nella esplorazione dell’opera del Vate, che secondo Eugenio Montale “è presente in tutti perché ha sperimentato tutte le possibilità linguistiche e prosodiche del nostro tempo”.
Il repertorio dannunziano pressoché inesauribile. Le sue poetiche hanno contribuito tanto alla costituzione della sensibilità contemporanea e della nuova storia della letteratura italiana.
La iniziativa di installare delle epigrafi rappresenta un evento memorabile e dà forza al progetto di dare ancora più visibilità al poeta dell’invenzione.
La Fondazione Caripe ha concesso il finanziamento dell’iniziativa, che resterà memorabile. Ne rendiamo merito alla Fondazione e al suo encomiabile Presidente prof. Nicola Mattoscio.
Carlo Lizza
(Presidente Eremo Dannunziano)