Carte Inedite 1961-2019

Rita Olivieri
(a cura di)

 

PRESENTAZIONE
Basterebbe l’elenco degli enti culturali che hanno accordato attenzioni a Sandro Visca per introdurre uno degli artisti contemporanei tra i più noti e stimati che operano nel campo delle arti visive. La sua performance Un cuore rosso sul Gran Sasso, i “teatrini”, le sue “pupazze” e gli arazzi cuciti, sono entrati tra le voci essenziali del lessico dell’arte contemporanea1, esprimendo una discorsività assolutamente personale, anticipata sin dagli esordi e conservata caparbiamente in circa sessant’anni di laborioso lavoro.
Cercare un linguaggio proprio nelle temperie del tempo, allontanandosi dai salotti buoni e rifuggendo dalle tendenze e dalle lusinghe del mercato, è stata la cifra principale, morale e stilistica insieme, dell’impegnativo percorso professionale di Sandro Visca. La sua carriera ha attraversato con passione le vie maestre dell’arte moderna, quelle più autentiche, lontane dal mainstream. E approda infine volontariamente a Pescara, in una sorta di sfida volta al recupero della dimensione “periferica” delle origini, non per timidezza o eccesso di umiltà, bensì per una scelta politica nei confronti del suo lavoro.
Aquilano di nascita, è dal 1968 che Sandro Visca vive e lavora a Pescara. Con un piglio estroso, antiretorico, irriverente, a tratti anche onirico, dalla città adriatica Visca ha discusso i problemi dell’arte con una continua attenzione rivolta ai problemi del mondo, per la carica critica e originale della sua opera, soprattutto quando in giovane età ha interpretato da vero protagonista la stagione del post-informale, esplorando in seguito le più disparate materie in tutta la loro intrinseca peculiarità.
Stretto collaboratore di alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale del secondo Novecento, in particolare di Alberto Burri, con cui strinse un forte sodalizio, Sandro Visca ha recuperato anche stimoli e motivazioni dal territorio di appartenenza. Non si possono dimenticare né l’incarico affidatogli dal Teatro stabile dell’Aquila di realizzare le scenografie di Burri per L’Avventura di un Povero Cristiano di Ignazio Silone, per la regia di Valerio Zurlini, né tantomeno l’esperienza performativa di Un cuore rosso sul Gran Sasso, tentativo di tracciare un segno forte del suo immaginario su un territorio a lui caro, da salvare dalla superficialità, dall’indifferenza e dalla distrazione della contemporaneità.
Si conosce molto dell’opera di Sandro Visca. Ho voluto ricordarne solo alcuni tratti, lasciando ad altri il compito di indagare a fondo sulla grammatica della sua attività. Questa mostra, del resto, vuole anche essere l’ideale completamento della sua antologica già tenuta a Pescara presso il Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna nel 2008, un’ampia retrospettiva con opere selezionate dal 1962 al 2008.
I disegni presentati in questo volume, invece, evidenziano la ricerca insita dietro le opere stesse: in fondo l’essenza delle idee più riservate dell’artista, nascoste a ridosso delle sue più svariate tecniche di rappresentazione.
Di emozioni espresse, costruite, estratte dall’intimo e plasmate per farne oggetto d’arte, ci parlano infatti i disegni esposti in VISCA CARTE INEDITE. L’autore che verso forme, colori, segni e materie istintivamente è sempre stato portato, dimostra che i suoi disegni, guasch e collage non sono tavole destinate a una progettualità, bensì appunti segreti per la sua memoria: un concetto continuamente coltivato con grande rigore ed autorevolezza nel tempo.
In questi elaborati grafici, quindi, si nasconde la natura più intima della sua personalità: il risvolto dei lavori, visto in controluce, ci informa sulle opere che già conosciamo, dicendoci molto, ma molto di più di questo prolifico e al tempo stesso fantasioso artista. A lui va il ringraziamento mio personale e di tutta la Fondazione Pescarabruzzo per la capacità seduttiva nascosta nelle trame di questa mostra. “È proprio nella linea sottile fra l’onirico e il concreto, nell’equilibrio fra la grazia diffusa e l’asprezza del reale che sta l’incanto di queste carte inedite e l’aura particolare che esse e tutte le opere dell’artista emanano”. Così ha scritto egregiamente Rita Olivieri nella presentazione critica che segue. Anche a lei va il nostro grazie per averci aiutati a capire nella effettiva profondità l’anima più remota e il grande talento di Sandro Visca.

Nicola Mattoscio
(Fondazione Pescarabruzzo)

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