BASILIO CASCELLA – Catalogo delle Cartoline

Franco Battistella
(a cura di)

 

PRESENTAZIONI

 

Nell’agonia ormai di questo tormentato secolo, guardando indietro appaiono imponenti e crudeli le tragedie. Se bisogna credere al “giudizio universale”, sembra quasi che questo secolo ne sia stato il preludio.
L’intera umanità è stata spinta a vivere i propri sentimenti nelle forme più estreme, come continui corto circuiti che si rincorrono con rapidità e diffusione prima sconosciute. La stessa memoria appare un filo esile che si dissolve in una dimensione quasi virtuale, con il crescente successo della cosiddetta società dell’informazione. Viviamo certamente in un mondo molto migliore ma, come ammoniva Popper, uno dei più grandi pensatori contemporanei, “il nostro mondo è minacciato da un’educazione folle”. Nel senso che è sempre più avvertito il rischio dell’educazione alla violenza nell’uso improprio dei moderni mezzi di comunicazione di massa.
Sfogliando questo volume, che testimonia l’uso di uno dei tanti moderni strumenti di comunicazione “minori” ma di più facile e universale accessibilità, si è indotti a ben sperare nella ricerca degli antidoti necessari.
Le cartoline hanno sempre avuto anche il significato di un’intensa ed immediata voglia comunicativa. Anch’esse non sono immuni da usi deplorevoli. Ma possono essere anche veicoli di diffusione del culto del bello. La vasta e straordinaria opera di Basilio Cascella lo dimostra ampiamente, con riconoscimenti prestigiosi nazionali ed internazionali. Le sue cartoline illustrate sono veri, piccoli, capolavori che sottolineano sempre il contenuto di un messaggio visivo con la meraviglia dell’arte: arte e comunicazione “minori” di inizio secolo che costituiscono una modesta ma autentica lezione per le angosce indotte dalla cultura della complessità di fine secolo.
Con questa pubblicazione la Fondazione Caripe continua con il suo impegno di documentazione e valorizzazione di una stagione memorabile dell’arte abruzzese, nel più vasto contesto della contemporaneità culturale italiane d europea.

Nicola Mattoscio
(Presidente Fondazione Pescarabruzzo)

C’è un notevole interesse ed una grande attenzione, nel campo editoriale, alla pubblicazione di volumi di fotografie e di cartoline dei primi decenni di questo secolo, e il pubblico dimostra di gradire molto queste iniziative. Riunire però in un volume circa 350 cartoline di Basilio Cascella, delle serie abruzzesi, napoletane, dei “doni della terra” e altre, sparse tra i collezionisti di tutta Italia, è un evento eccezionale che si impone sotto il profilo artistico e storico-antropologico.
L’importanza di questi bozzetti di Cascella è nel fatto che essi documentano una storia visiva del mondo popolare abruzzese anche se, spesso, ciò avviene attraverso una trasfigurazione misticheggiante e “dannunziana”. Il materiale raccolto dai demologi come Finamore, De Nino, Pansa ed altri studiosi, trova in queste cartoline la descrizione per immagini, attraverso cui si accede ad una grande quantità di segnalazioni che permettono anche il raffronto con le varianti degli aspetti attuali dei temi folkloristici: il lavoro nei campi, le attività domestiche, i pellegrinaggi, le processioni, i riti e le superstizioni, i volti femminili, i ostumi, le credenze magiche ecc. sono rappresentazioni che Cascella ha fissato con i disegni o la macchina fotografica con le sue cromolitografie nei primi anni del Novecento, periodo ancora modesto, quanto ad immagini, per l’Abruzzo.
La Fondazione Caripe, con la collaborazione determinate della Carsa Edizioni (che già ha contribuito alla riscoperta di Basilio Cascella con un volume monografico di grande pregio), con questa pubblicazione delle cartoline disegnate e in gran parte impresse nello stabilimento cromolitografico dell’artista, ha realizzato un’operazione editoriale di grande valore per la storia della cartolina illustrata italiana e di eccezionale significato antropologico offrendo una rara documentazione etnografica e una retrospettiva del folklore abruzzese per immagini, che
integrano il quadro culturale conosciuto dalla tradizione scritta e permettono al lettore di penetrare con maggiore immediatezza nella quotidianità della vita popolare, nella sua grande ricchezza, nell’anima dei suoi protagonisti con un “codice” di comunicazione universalmente leggibile.

Prof. Emilano Giancristofaro

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