Apertura della mostra foto-documentaria “Ore 3,30 inizia l’azione. L’occupazione di Monte Marrone”.

Giovedì 26 febbraio 2026 alle ore 17.30, presso la Maison des Arts della Fondazione Pescarabruzzo, sarà aperta al pubblico la mostra foto-documentaria “Ore 3,30 inizia l’azione. L’occupazione di Monte Marrone. ‘Posizione di resistenza’. 31 marzo 1944: il riscatto del nuovo Esercito italiano”, promossa e realizzata da ANRP – Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari e dalla Fondazione Pescarabruzzo, con il patrocinio dell’Esercito Italiano.

L’iniziativa ricostruisce uno degli episodi più significativi e simbolicamente fondativi della Guerra di Liberazione: la conquista di Monte Marrone da parte degli alpini del Battaglione “Piemonte” del Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.), avvenuta il 31 marzo 1944 lungo la Linea Gustav. Una vittoria tattica di rilievo strategico che segnò l’ingresso pieno e dignitoso del rinato Esercito italiano nella cobelligeranza al fianco degli Alleati.

Alle ore 3.30 del 31 marzo 1944 ebbe inizio l’azione: una scalata notturna, condotta con precisione e determinazione, che portò tra le 5.30 e le 6.15 all’occupazione della cresta del Monte Marrone e al consolidamento della posizione nei giorni successivi. Fu un’operazione esemplare per pianificazione, sorpresa e capacità esecutiva, che rappresentò simbolicamente l’“aurora di un giorno migliore”, come annunciato dal Generale Umberto Utili al momento di assumere il comando del I Raggruppamento Motorizzato.

La mostra nasce dall’approfondimento storico presentato in occasione dell’ottantesimo anniversario della conquista e si fonda su un rigoroso lavoro di ricerca archivistica, in particolare sulle fonti dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, che hanno consentito di ricostruire le dinamiche operative e il contesto strategico della campagna d’Italia 1943-1945.

Curata da Potito Genova e Costantino Di Sante, l’esposizione si articola in dieci pannelli ricchi di infografiche, mappe, fotografie, documenti d’archivio e testimonianze dirette. Il percorso racconta non solo la battaglia, ma anche il più ampio processo di riorganizzazione dell’Esercito dopo l’8 settembre 1943: dalla costituzione del I Raggruppamento Motorizzato alla nascita del Corpo Italiano di Liberazione, fino al contributo determinante dei Gruppi di Combattimento alla liberazione del Paese.

Monte Marrone, nel cuore delle Mainarde molisane, fu uno dei capisaldi della Linea Gustav. Oggi è un luogo silenzioso e poco conosciuto al grande pubblico, ma carico di valore storico e simbolico: teatro di un’azione che segnò il riscatto morale e operativo di uomini provenienti da una stagione drammatica, capaci di ritrovare unità, spirito di corpo e senso di responsabilità verso la nuova Italia democratica.

La mostra si propone anche come strumento didattico e civile, rivolto in particolare alle giovani generazioni, con un linguaggio accessibile ma scientificamente fondato. È una mostra “geo-storica”, che lega indissolubilmente territorio e memoria, restituendo centralità a un episodio troppo a lungo rimasto ai margini del racconto pubblico.

Nel tempo presente, segnato da conflitti e tensioni internazionali, il ricordo della conquista di Monte Marrone assume un significato ulteriore: memoria contro tutte le guerre, monito sul costo umano dei conflitti e testimonianza del valore della pace, della libertà e della ricostruzione.

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