La Città della Memoria – La Memoria della Città

Franco Summa

 

PRESENTAZIONE
Nella letteratura, nella pittura, nella poesia, nell’architettura, persino nella musica, l’imponente e tumultuoso scenario urbano ha invaso lo spazio espressivo novecentesco, offrendo lo sfondo su cui si sono radicate alcune delle più note esperienze artistiche della modernità. Musil, Calvino, Le Corbusier e tanti altri ci hanno condotto nel mezzo della fenomenologia urbana fino a scandagliarne le pieghe più intime, per coglierne le trasformazioni e soprattutto comprendere le dinamiche di vita, reali o immaginarie, che in esse si sviluppano.
Il contesto urbano è anche l’elemento fondamentale del lavoro di Franco Summa.
“Urbana” è per lui la dimensione del fare arte, una dimensione che esplicita il desiderio dell’artista di porsi nel mondo come emanatore di bellezza, in relazione consapevole e creativa con la realtà ambientale, architettonica e naturale che lo circonda.
La mostra “La città della Memoria. La memoria della città” vuole essere la celebrazione dell’opera grafica da lui pubblicata nel 1986, come esito di una lunga ricerca, durata circa un quindicennio, sul rapporto tra Arte e Città. Il volume, che narra e supporta la nuova esposizione nella Maison des Arts della Fondazione Pescarabruzzo, potrebbe assurgere a manifesto di un “neo-Urbanesimo” in cui è racchiusa tutta la poetica del Maestro. La sua esigente, energica e complessa utopia è stata infatti quella di guidare il processo creativo per intervenire nella “città ideale”, intesa come fulcro della vita culturale ed esistenziale che l’uomo, umanisticamente inteso, può e deve recuperare.
La rassegna è la ri-presentazione sistematica delle 74 opere grafiche proposte originariamente con la presentazione di Carlo Giulio Argan. 30 di esse, riprodotte ed ingrandite, ci ricordano, in un taglio immersivo, che l’Urbs di Summa è costituita da irregolarità, avvicendamenti, precipitazioni, intermittenze, collisioni. Vi sono associate, dando luogo ad un lavoro del tutto inedito, 3 opere della serie “Intra vedersi”, cavalletti d’autore che rimandano al ruolo della piazza quale luogo per eccellenza del processo di presa di coscienza del cittadino e del suo essere protagonista, per sé e per gli altri, della scena urbana.
In un esercizio di scrittura e riscrittura dell’enorme palinsesto di vita rappresentato dal contesto urbano, Summa ha usato – allora come oggi – punti e contrappunti, assonanze e rimandi interni tra le sue immagini, per parlarci non solo di forme del reale, bensì di vere e proprie stratificazioni della memoria, oltrepassando l’apparente pesantezza strutturale degli oggetti architettonici, trasfigurandoli. La “città di Summa” è perciò anche “tradizione storica”, è un’esperienza, che procede per addizioni, anche rispetto alla variabile tempo. Possiamo, perciò, con lui perderci nella riscoperta delle infinite suggestioni di questa memoria attentamente coltivata nello scorrere della storia, e infine quasi ritrovarla con sorpresa.
Ringrazio Franco Summa per aver voluto offrire a Pescara una nuova arena pubblica in cui risvegliare l’attenzione collettiva verso i grandi temi sociali e identitari dei quali la città è depositaria. Mi sia concesso di soffermarmi a ringraziare anche il mio antico amico Renato Minore e con lui Simone Gambacorta per i loro interventi che arricchiscono di spessore critico il presente Catalogo. Non da ultimo, vorrei rivolgere un pensiero verso il grande intellettuale che è stato Carlo Giulio Argan, al quale sono legato dalla comune esperienza di aver lui dato vita agli inizi degli anni Sessanta, sull’esempio originario dell’esperienza Bauhaus, al network degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, ed io per aver presieduto a lungo la sede di Roma, e poi per aver promosso e fondato, non a caso, il quinto I.S.I.A. italiano proprio a Pescara, nel sogno di una Pescara come “città ideale”, possibilmente contaminata dalle stesse utopie artistiche di Franco Summa.

Nicola Mattoscio
(Fondazione Pescarabruzzo)

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