“il disegnatore è libero”
Francesco Colafella
(a cura di)
PRESENTAZIONI
Per raccontare l’originalità di Ivan Graziani, la sua capacità straordinaria per gli anni ’70 di unire la canzone d’autore e il rock, percorrendo a modo proprio una strada già ricca di capiscuola come Tenco, Endrigo, De André, Dalla, Jannacci, Gaber e molti altri, non è possibile limitare la riflessione al suo solo talento singolare e palese nel campo musicale. Bisogna affacciarsi anche al lato espressivo meno conosciuto, un lato prolifico e variegato, rimasto offuscato dal notevole successo del chitarrista e del cantante. Occorre quindi non trascurare il lato B di Graziani: il Graziani disegnatore.
E proprio il lato B era il “retro” dei 45 giri dove si trovavano i brani ritenuti sì interessanti, ma non tali da diventare un successo. Compiendo un’ampia operazione di recupero e riscoperta, il progetto “Ivan dedicato ad Ivan”, che l’Accademia del fumetto di Pescara ha voluto rivolgere all’antidivo abruzzese per eccellenza, ha indicato all’attenzione di tutti gli appassionati un altro percorso nella carriera dell’artista, frutto della stessa urgenza di esprimersi tipica del cantautore, ma realizzato nella passione nascosta di una vita, quella per l’arte figurativa e in particolare per il disegno, in cui Ivan si perfezionò prima alla Scuola d’Arte di Ascoli Piceno, poi all’Istituto di Arti Grafiche di Urbino nel 1968, esattamente quando iniziava ad eccellere nel panorama musicale agli albori degli anni Settanta.
La sfrontata ironia nello scagliarsi contro le ingiustizie e i luoghi comuni, oltre ad una vivacità creativa ben sottolineata da un approccio istrionico e beffardo che l’autore mise nelle sue liriche, si ritrovano espresse perfettamente negli schizzi, nei bozzetti, nelle strisce estratte dai blocchi e dai fogli volanti riempiti continuamente nel corso della vita, anche in occasione di
viaggi e tournée musicali.
Provenienti dalla collezione familiare, per cui mi è fatto obbligo ringraziare la moglie, Anna Bischi, per la volontà tenace di preservare una memoria intima che è anche patrimonio collettivo degli abruzzesi e degli italiani, il materiale in mostra è visibile per la prima volta a Pescara. In parte era già stato presentato nella mostra “L’arte (grafica) di un grande chitarrista”, al Romics, Festival internazionale del fumetto, dell’animazione e dei games di Roma nel 2012 e ancora, nel 2017, aveva fatto brevi apparizioni a Chieti, in omaggio a “Arcipelago Chieti”, il romanzo autobiografico tratto dall’esperienza militare nella città teatina, nonché a Teramo, in coincidenza con l’ “Ivan Graziani Day”, la rassegna musicale dedicata ai nuovi talenti supervisionata dai due figli: Tommy e Filippo. Ora, a Pescara, tutta la documentazione su Ivan Graziani illustratore si può apprezzare sostanzialmente al completo in una mostra originale e davvero peculiare nel suo genere.
Nessun dubbio quindi sullo stile di scrittura e sul linguaggio sonoro inconfondibili del musicista teramano. Oltre 70 disegni inediti, studi scolastici, tavole a fumetti, frutto di trenta anni di lavoro, dal periodo scolastico al pieno della vita adulta, però, ci fanno apprezzare un altro professionista, appunto il lato B di un autore che solo per mancanza di tempo (scomparve precocemente nel 1997) non ha potuto affermarsi a sufficienza anche in questo settore artistico. Già aveva ottenuto, peraltro, nella veste di disegnatore, riconoscimenti prestigiosi, come con l’autorevole collaborazione con Vincenzo Mollica.
Il nostro auspicio è che questa mostra, curata da Francesco Colafella, possa contribuire a far conoscere Graziani illustratore con la stessa attenzione così a lungo coltivata nel tempo per il Graziani musicista. Tante volte, del resto, nella storia della musica d’autore, le canzoni nei “retro” dei 45 giri finivano per smentire la tesi della loro debolezza riscuotendo una popolarità maggiore di quelle incise nelle facciate principali.
Sarà evidente, dopo aver osservato l’esposizione, che il tratto comune del musicista, dell’illustratore e del disegnatore coincide nel forte desiderio di aprire altri orizzonti, nell’attingere al fondo comune di una poetica tenera, malinconica e irriverente, sempre densa di valore e significati. Cosa sono in fondo, se non fumetti, le mirabili canzoni che Ivan ha voluto dedicare ai bambini della delicatezza di Il Lupo e il bracconiere? “Ti racconterò, uomo del futuro, di una montagna e di una grande magia…”
Nicola Mattoscio
(Fondazione Pescarabruzzo)
Desidero ringraziare di tutto cuore chi ha ideato, progettato e implementato questo (corposo) catalogo che racchiude un numero molto significativo della produzione grafica di Ivan. Una passione quella di Ivan, che era stata in qual modo travolta e messa in secondo piano dalla musica, ma che mio marito amava e coltivava con la stessa intensità e dedizione.
Suonare, scrivere e disegnare. Questi erano gli strumenti con cui Ivan ha colloquiato con il mondo.
Aveva un sogno: vedere i suoi disegni pubblicati in un’opera degna e prestigiosa. Credo di interpretare perfettamente quelli che sarebbero stati i suoi sentimenti oggi: gratitudine, orgoglio e, perché no, un pizzico di legittima vanità, come accade ad ogni artista vero che venga apprezzato e raccontato al mondo.
Anna Bischi Graziani