LE CARTE DELL’ING. GIUSTINO CANTAMAGLIA

conservate nell’archivio di stato di Pescara

 

Angela Maria Appignani e Pasquale Tunzi
(a cura di)

 

PRESENTAZIONI

Progettista e ingegnere civile e militare, nella parabola ascendente della propria attività nella seconda metà del Novecento, Giustino Cantamaglia ha interpretato un periodo cruciale per lo sviluppo della città di Pescara, sia come professionista sia come interlocutore privilegiato di politici e funzionari tra i più significativi sul piano politico-istituzionale e socio-economico.
Pubblicare un volume monografico a lui dedicato rientra in un vasto progetto di promozione del patrimonio culturale locale e regionale che passa attraverso la riscoperta di luoghi, personaggi, storie inedite in grado di svelare le tracce di un percorso collocato tra memoria e costruzione dell’identità collettiva. Perché, come diceva Bruno Zevi, immaginando i luoghi del vivere,ingegneri e architetti hanno segnato il nostro paesaggio, quel paesaggio che è parte dell’esperienza quotidiana dove si intrecciano le relazioni e i destini.
Un ringraziamento sentito intendo rivolgere all’Archivio di Stato di Pescara, nelle figure della direttrice Carmela Di Giovannantonio e del funzionario Angela Maria Appignani, nonché al Professor Pasquale Tunzi per il lavoro paziente e lungimirante profuso nella valorizzazione dei materiali inediti qui ampliamente riportati ed utilizzati. Negli ultimi decenni la tipologia degli archivi personali conservati a Pescara, ma non solo, si è notevolmente diversificata includendo la documentazione di personalità che hanno svolto attività di rilevanza pubblica nelle amministrazioni e nella vita politica e culturale della provincia, comprese le carte di architetti, scrittori, artisti, giornalisti. In alcuni casi, come in quello delle carte dell’Ing. Giustino Contamiglia, la documentazione è materia feconda per integrare efficacemente le più note serie istituzionali da cui arricchire le conoscenze sul processo di urbanizzazione della città di Pescara e, in generale, sull’espansione e le trasformazioni della fascia costiera abruzzese evolutasi economicamente e civilmente soprattutto nel secondo dopoguerra, fino a raggiungere livelli fortemente competitivi rispetto alle altre macro aree dell’Italia centrale e meridionale.
Se l’operazione di recupero dell’intensa attività di un protagonista come Cantamaglia si inserisce a pieno titolo in una prospettiva storico/archivistica essa gode anche di un valore aggiunto che si potrebbe definire di “auto-narrazione” per il nostro Istituto. L’allora Cassa di Risparmio di Pescara e Loreto Aprutino, infatti, ha acquistato nel 1965 una palazzina d’epoca su Corso Umberto I, con l’intento di trasferirvi l’agenzia 1, fin lì ubicata sull’altro lato della strada, non ritenuta più adeguata alle sue funzioni.
Il trasferimento al piano terra del “neo” edificio, allora ancora in parte occupato da inquilini, è avvenuto in base ad un progetto del Cantamaglia, poi ripreso e aggiornato dall’Ing. Giovanni Cerasoli. Il nome di Cantamaglia è dunque legato alle vicende della sede dell’Istituto Bancario da cui trae origine la Fondazione Pescarabruzzo. Vicende di ristrutturazione profonda e di rinnovamento che hanno dato nuova vita ad una sede, nel cuore della città, di cui già l’illustre Presidente pro tempore Carlo Sartorelli scriveva: “imbruttito da ogni genere di offese edilizie lasciava trasparire una sua dignità antica tra le rovine dell’abbandono”. Gli interventi anche di riqualificazione posti in essere sono magistralmente riusciti sotto l’aspetto architettonico ed artistico a dare la solidità e la gradevolezza dell’aspetto attuale della palazzina al numero 83, una sede iconica, che tutti i Pescaresi oramai riconoscono grazie alla provata capacità di quanti come Cantamaglia e Cerasoli vi si applicarono con sicura professionalità ed esperienza.
Un percorso affascinante attraverso le vicende delle élite culturali locali si delinea nelle pagine successive; un viaggio nella storia di una parte della classe dirigente pescarese con le proprie visioni, non prive di contraddizioni, con il compito difficile e allo stesso tempo visionario di controllo e sovrintendenza, di stimolo e impulso allo sviluppo del profilo urbanistico cittadino. I lettori più attenti ricorderanno i nomi degli architetti Cesare Bazzani e Vincenzo Pilotti, che hanno firmato gli edifici monumentali della città negli anni ’30 quando Pescara si accingeva lentamente ad assumere la fisionomia che conosciamo ora. A loro si debbono affiancare tecnici e Ingegneri del calibro di Giustino Cantamaglia, Luigi Piccinato e quanti, con loro, hanno effuso un segno altrettanto indelebile alla città nella fase della ricostruzione ed espansione post-bellica.

Nicola Mattoscio
(Fondazione Pescarabruzzo)

L’archivio privato dell’ingegnere Giustino Cantamaglia, dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica dell’Abruzzo e Molise, è stato depositato nell’anno 2011 presso il locale Archivio di Stato per evitare il rischio di dispersione.
Per la tutela e la valorizzazione di un archivio privato è necessario un lavoro preliminare di schedatura, inventariazione e creazione di banche dati. Tali attività sono state diligentemente svolte, durante la sua permanenza in archivio, dalla collaboratrice volontaria Simona Di Lorenzo, che all’originario elenco di consistenza ha affiancato un inventario analitico con la descrizione dettagliata dei documenti.
La documentazione è costituita prevalentemente da materiale grafico, tavole, disegni, studi volumetrici, prospetti e sezioni realizzati su carta lucida di varia grammatura o cartoncino, mentre il carteggio intercorso tra l’ingegnere Cantamaglia e i suoi committenti pubblici e privati è raccolto in pochi faldoni. Per approfondire la conoscenza della sua lunga e proficua attività bisogna far ricorso alle fonti dell’Archivio Storico del Comune e della Prefettura.
Il predetto lavoro ha arricchito il patrimonio documentario conservato dall’ Archivio di Stato, suscitando non soltanto l’interesse accademico ma anche quello degli operatori del settore: architetti, ingegneri e urbanisti hanno ritenuto di fondamentale importanza la consultazione dell’archivio privato Cantamaglia per comprendere non solo il processo di urbanizzazione della città di Pescara, ma più in generale le varie trasformazioni del territorio.
Ai numerosi eventi culturali promossi dall’Archivio di Stato hanno collaborato le associazioni e gli enti con i quali si è stabilita una consolidata sinergia, nella convinzione che la promozione dei beni archivistici sia determinante per favorire la conoscenza del passato quale contributo alla formazione della coscienza storica di ogni cittadino. Un particolare ringraziamento alla Fondazione Pescara Abruzzo per la sensibilità istituzionale dimostrata e per aver creduto nella validità di questa iniziativa.

Carmela Di Giovannantonio
(Direttrice Archivio di Stato di Pescara)

 

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