TRA LE NUVOLE

Albano Paolinelli

 

PRESENTAZIONE

Personalità complessa e concettualmente intrigante, ricordata per avere a lungo operato nel novero degli autori che hanno influenzato la scena artistica pescarese a partire dagli anni ’70, Albano Paolinelli è stato artefice del contesto delle “Convergenze”, la galleria capace di farsi particolarmente apprezzare per l’originale e proteiforme attività nel campo della performance artistica, in cui tra gli altri hanno trovato spazio giovani allora solo promettenti del calibro di Andrea Pazienza.
In realtà, lo stile multiforme era componente essenziale della sua produzione già quando arrivava alla cattedra di discipline pittoriche del Liceo Artistico di Pescara, nel 1967, dopo essersi perfezionato a Roma nello studio della cultura teatrale ed essersi dedicato ad una ricerca formale che si potrebbe riassumere nell’unico ed essenziale caposaldo della “visione”:
in qualità di autore e regista egli ha infatti curato opere filmiche, cortometraggi, pièces teatrali, mentre nella pittura ha saputo mettersi in evidenza nel corso del tempo per le rivisitazioni e la produzione di opere figurative astratte.
“Tra Le nuvole” è un excursus artistico che va dall’ultimo scorcio degli anni Ottanta fino alle opere di più recente attualità. Non una retrospettiva, bensì il percorso attraverso il quale l’autore ha mosso con sapienza la sua pluridecennale ricerca nella direzione della “transavanguardia”, della reversibilità dei linguaggi dal passato alla contemporaneità.
Come Sandro Chia ha ri-significato l’iconografia manierista sacra e profana, così Paolinelli ha riletto le figure caravaggesche; Come Enzo Cucchi ha scavato dentro le tradizioni popolari per dare vita a composizioni di grande intensità simbolica, Paolinelli ha indagato nelle proprie radici per ritrovare un’identità condivisibile. Come molti autori della scena internazionale quali Gerard Richter e Mark Dion, anche Paolinelli ha mostrato un grande interesse rispetto ai metodi dell’archiviare i segni di memorie private e di conoscenze comuni, rendendole con un effetto di sfocatura, di ambiguità voluta, che ha il sapore del vagabondare tra diversi stili, dall’iperrealismo alla totale astrazione.
Dietro le quinte dell’indeterminato si cela, comunque, nelle opere di Albano Paolinelli, uno stretto richiamo alla realtà; un richiamo evidente sia nello studio approfondito dell’oggetto di indagine, in quanto come dichiara l’artista stesso, “il frammento rimane l’elemento fondamentale della propria espressione”, sia nella concettualizzazione presente nelle tematiche dei quadri.
In ciascuna tela presente nell’esposizione “Tra Le nuvole” l’artista ha cambiato angolazione, materia, prospettiva, luce, fino a quando non ha ottenuto il suo punto di vista privilegiato. Nelle immagini, finemente concepite, egli ha costruito possibili mappature della memoria visiva e proposto con veemenza il tema del rapporto – dell’artista e dello spettatore – con il ricordo, il tempo e l’ambiente.
Con questa mostra Paolinelli ci conduce in un grande Atlas, un gigantesco archivio figurativo in cui le singole parti, seppure parlando di risonanze emotive personali, significano insieme i valori collettivi abilmente individuati nella trama latente dei sogni, della memoria e della natura. Guardare per scoprire.

Nicola Mattoscio
(Fondazione Pescarabruzzo)

 

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