Sandro Del Rosario
PRESENTAZIONE
Il processo da cui nacquero la tecnologia fotografica e cinematografica si realizzò mediante l’accumulazione graduale di scoperte scientifiche nel campo dei principi fisici della rifrazione della luce, in quello chimico della fissazione delle immagini, e nel campo della neurologia della visione umana, in particolare nel modo di percepire l’illusione del movimento.
Nell’ambito dei distinti settori, gli inventori erano ben poco interessati a sviluppare dei “media” che potessero intrattenere e divertire il pubblico, almeno fino a quando un altro e più complesso processo di carattere economico-sociale portò l’industria – oggi nota come “culturale” – a muovere i primi passi verso la costituzione di un imponente sistema economico per la produzione, distribuzione e proiezione delle immagini, concepite come veri e propri “beni immateriali” da destinare alla vendita per un consumo di massa.
Tutto il XX secolo può essere considerato – dall’elettrificazione alla digitalizzazione – il secolo della diffusione della tecnologia nel campo della comunicazione, una tecnologia che ha immesso nel quotidiano di milioni di individui prodotti culturali sempre più raffinati ed innovativi, anche se spesso questi prodotti sono stati “opacizzati” dal limite dall’appiattimento dovuto alla crescente ed inevitabile standardizzazione.
C’è chi però, pur conoscendo a fondo la storia tecnologica ed industriale della comunicazione, ha continuato a declinare la fotografia ed il cinema in maniera più prossima alla forma d’arte, interpretando l’immagine come una chiave di volta dell’espressione artistica della società contemporanea.
Contemplate dalla complessità tecnica e creativa di Sandro Del Rosario, le immagini proposte conservano e ripropongono in pienezza lo stupore del “bello”, sono ancora in grado di suscitare il senso della fascinazione mista allo sbigottimento con cui le prime figure proiettate dalla camera oscura vennero accolte dagli spettatori delle origini.
Giovanbattista della Porta, nel famoso “Magiae Naturalis” (1589, trad. in volgare da manoscritto latino di Pompeo Sarnelli, Napoli, 1677, p. 486), così scrisse della camera oscura:
“Che in una camera si vegga all’oscuro una caccia, una battaglia, o altri prestiggi […] Le spade suainate tocche dal sole […] Io molte volte ho dato questi spettacoli à gli amici miei, che l’hanno mirati con gran meraviglia, e stupore, che dandole le cagioni di Filosofia, e di prospettiva non volevan credere, che fussero cose naturali, finché aprendo le porte, li feci conoscere l’artificio”.
Il frammento citato e le emozioni descritte al suo interno ben si potrebbero adattare ad una conversazione ascoltata ai giorni nostri, e casomai osservando per caso proprio le opere di Sandro Del Rosario, che sa fare della natura un vero spettacolo.
L’artista e docente, di origini pescaresi, che da tempo lavora negli Stati Uniti e da ultimo a Los Angeles, dove ha conseguito un MFA (Master of Fine Arts) in Animazione Sperimentale al California Institute of the Arts, dalla località considerata il luogo di origine delle major cinematografiche e dello Star System, ha acquisito una superba capacità professionale: si muove perfettamente a suo agio entro lo spazio ampio della comunicazione visuale dall’immagine fissa all’animazione di tipo sperimentale, dal design alle video installazioni, suggerendo talvolta anche originali commistioni tra le arti stesse.
Al riparo dalle seduzioni della serializzazione mercantilistica, l’artista si cala generosamente nella fase dell’ideazione artistica, avvalendosi degli strumenti dei disegnatori e dei pittori. Alle prese con un colore che intenzionalmente rende pregnante e con le prospettive cangianti, che rappresentano il suo stesso punto di vista, Sandro Del Rosario si misura da professionista anche con l’accostamento sequenziale tipico del montaggio e con la complessità del costrutto narrativo in cui sfiora la forma fantastica, pur rimanendo sempre ispirato ad una “presa” distintamente oggettiva della realtà.
I film e le installazioni, come l’autore stesso dichiara, sono ispirati da luoghi, sentimenti e ricordi di sentimenti, distillati attraverso un processo di animazione intensa che trasforma immagini fisse, fotografie, dipinti e collage in spazi mobili e immaginari. Come filtrate da una moderna camera oscura che lascia trasparire la luce insieme alla sensibilità irripetibile dell’artista, le opere di Sandro Del Rosario ci illuminano scene del mondo, fornendoci un mezzo di orientamento rispetto alla vita moderna e un rimedio consolatorio alle sue indubbie contraddizioni. Senza conformismo, partendo dal rigore ideale delle considerazioni intellettuali dell’artista, le opere posseggono “l’aurea” originaria dell’oggetto d’arte, offrendosi come strumenti idonei ad una presa di coscienza personale e collettiva sulla realtà.
Il lavoro dell’artista è stato premiato e esposto in numerosi festival e luoghi in tutto il mondo, ci auguriamo che l’esposizione presso la Maison des Arts possa essere l’occasione di un ritrovato e vasto apprezzamento, tutto dal sapore italiano, dalla città che gli ha dato i natali e dal prestigioso network dove si è formato come studente dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino, che da quest’anno si arricchisce con la nascita ufficiale del quinto Istituto proprio a Pescara.
Nicola Mattoscio
(Presidente Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Roma e Pescara)