Loredana Finicelli
(a cura di)
PRESENTAZIONE
La pregevole pubblicazione antologica Memoria… Segni e Sogni, promossa dalla Fondazione Pescarabruzzo nella collana “Arta e Cultura”, vuole essere un significativo riconoscimento nei confronti di un valido artista abruzzese e del loro cinquantennale percorso di ricerca pittorica svolto in Italia e a lungo anche all’estero.
Le opere di Gino Berardi sono state esposte in numerose mostre personali e collettive, sono presenti in importanti musei, pinacoteche, collezioni pubbliche e private e hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti tra cui il premio Picasso 1981.
Questo volume, caratterizzato dalla ricca documentazione iconografica, intende sottolineare quegli elementi creativi e di novità che contraddistinguono le eccellenze artistiche territoriali apprezzate a livello nazionale ed internazionale.
Il senso del colore emerge nettamente in tutta la produzione dell’artista, il quale si distingue per la consapevolezza dell’indagine e le risonanze delle suggestioni visive; nell’ultimo periodo della sua percezione cromatica va oltre la dimensione espressiva, assumendo un valore simbolico di alto spessore.
Il richiamo al dripping di Pollock viene ampliato e sviluppato nella recente produzione del 2016 attraverso il passaggio a una pennellata più distesa e a una impronta informale più evidente, con originali inserimenti sia grafici sia geometrici, testimonianze queste della sperimentazione di un rinnovato ritmo segnico e dell’acquisizione di una piena maturità umana ed estetica.
La curatrice del catalogo Loredana Finicelli, nel suo esaustivo e profondo commento critico, afferma: “Che poi, Gino Berardi, a un certo punto del suo percorso conoscitivo ed esplorativo assuma come forma espressiva i caratteri della non-figurazione è un passaggio comprensibile, come abbiamo già osservato tutto contenuto in nuce nei tratti somatici e distintivi delle sue prime opere dal realismo istintivo e immediato. La stessa gaia armoniosità di toni accordati con rara capacità tonale, lo stesso dinamismo di un abile pennello che guizza a disegnare forme e volute e spirali, a tratteggiare euritmie imprevedibili e ricche di energia, sono aspetti in qualche modo tutti già premessi nell’arte degli esordi, nel figurativismo evocativo e rimembrante della prima parte del suo processo pittorico”.
Gino Berardi, nei suoi dipinti, interpreta la contemporaneità partendo dalla propria visione esistenziale che aderisce, nonostante tutto, ad una joy de vivre capace di evocare l’alterità di uno stupore memoriale, come egli stesso scrive nella sua lirica introduttiva al volume: “… d’inverno sempre la neve / era l’unico splendore / deòòa giovinezza. / Non sapevo / neanche sognare”.
Nicoletta Di Gregorio
(Vice-Presidente Fondazione Pescarabruzzo)