AMBONE, FONTE BATTESIMALE E CANDELABRO PASQUALE
IDEATI E REALIZZATI PER LA CAPPELLA SISTINA
Ambo, baptisimal font and candelabra of the pascal candle
Conceived and realised for the Vatican’s Sistin Chapel
Presentazione di / Introduction of
VITTORIO SGARBI
INTRODUZIONE
Attraversata la grande piazza del Bernini, varcato il famoso portone di bronzo delle residenze pontificie, ci si trova di fronte alla Scala regia e alla veemenza della statua dell’imperatore Costantino. La salita dello scalone monumentale immette, nel pieno della scenografia barocca, al cuore dei palazzi della cristianità, i Palazzi Vaticani. Si arriva alla sontuosa Sala Regia del Sangallo, il salone d’onore dei Palazzi Apostolici dove venivano ricevuti sovrani e dignitari di corte. Qui gli affreschi di Perin del Vaga, di Daniele da Volterra e, tra gli altri, di Giorgio Vasari raccontano le glorie politiche e religiose della storia della Chiesa.
Contigue, da questa sala, si aprono le porte che introducono alle due cappelle più conosciute e ammirate al mondo.
L’una, la cappella Parva (Paolina), pertiene al pontefice romano nella pienezza del suo ruolo di custode del Corpus Cristi e garante dell’ortodossia religiosa; l’altra, la cappella Magna (Sistina), è il luogo delle grandi liturgie, preposto al conclave e alle cerimonie ufficiali. Il suo spazio apre lo sguardo sui 2.500 metri quadrati di più stupefacente pittura della storia dell’arte; un tesoro di cultura e dedizione umana, una vera antologia di capolavori realizzati tra la seconda metà del ‘400 e la prima metà del ‘500, che furono affidati dai Papi della Rovere alla sapienza dei maggiori Maestri del loro tempo. Che l’attenzione di una Fondazione dalla storia relativamente giovane, di poco oltre vent’anni (1992-2015), potesse avere l’onore di accedere alla cappella di Papa Sisto IV, allo spazio universale della verità e del bello, è un dato di per sé straordinario. Vi giunge per di più affacciandosi al di là della transenna centrale, oltre la creazione di Adamo, se si guarda il cielo, oltre l’ambito riservato ai fedeli, se si ci si volge alla terra. Nella zona dell’altare, Santa Sanctorum del tempio del cattolicesimo, riservato al clero e allo svolgimento delle funzioni, la Fondazione Pescarabruzzo ha finanziato la realizzazione di un’opera d’arte di straordinaria importanza per la teologia sacramentale della Santa Romana Ecclesia, l’Ambone.
Come nuovi mecenati, con spirito tra l’altro rivolto al sostegno dell’arte religiosa, architrave imprescindibile dell’essenza culturale e spirituale italiana, abbiamo voluto condividere l’ambizioso progetto teso a fornire i nuovi arredi liturgici della Cappella, con l’operosità silenziosa e ossequiante che ad essa va tributata e ci contraddistingue. Già nel 2012 era stato realizzato il primo elemento del progetto artistico concepito dal Maestro Alberto Cicerone: il fonte battesimale. Ad esso ha fatto seguito, nel 2013, il Candelabro per il cero pasquale. L’11 gennaio 2015, nel giorno della Festa del Battesimo del Signore, potei assistere alla Celebrazione con cui Papa Francesco impartì il sacramento d’accesso alla vita cristiana ad alcuni bambini. Il rito fu l’inaugurazione ufficiale dell’Ambone nello scenario sublime della Sistina. Le tre opere possono finalmente essere apprezzate dal pubblico in questa ricca e dettagliata pubblicazione, insuperbita dalla preziosità delle immagini.
La lunga serie di accostamenti della Fondazione Pescarabruzzo alle testimonianze artistiche nell’interpretazione del “Sacro” è iniziata dal restauro del dipinto “San Francesco in orazione”. L’opera del Guercino, datata XVII secolo, costituisce una delle manifestazioni pittoriche più importanti custodite nella città di Pescara; non a caso, ha dato avvio, nel primo anno di attività della Fondazione (1992/93) alla lunga, ininterrotta, serie di restauri successivi. Tra i progetti più impegnativi vi è stato il recupero architettonico e artistico dell’Abbazia di San Clemente a Casauria, gravemente danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009. Il recupero, realizzato in partnership con il World Monuments Fund Europe (WMF) ha interessato sia i profili di generale stabilità, sia gli elementi decorativi interni tra i quali i prestigiosi ambone e candelabro. Nel 2013 gli interventi complessivamente finanziati dalla Fondazione Pescarabruzzo avevano riguardato 78 dipinti, 14 sculture, 25 affreschi ed altri manufatti di pregio.
Possiamo ora orgogliosamente affermare di aver contribuito a dotare il cuore della cristianità di un elemento sacramentale e artistico essenziale – l’Ambone, appunto – che negli oltre 500 anni di storia della Cappella Sistina non era mai stato realizzato. Nella tradizione della fede è la sua Parola, la Parola di Cristo, nel Vecchio e Nuovo Testamento come viene istoriato nella Biblia Pauperum della Cappella, che fa progredire l’umanità e fa portare buoni frutti nella vita terrena e in quella eterna. L’Ambone perciò rappresenta il punto focale del rapporto dell’uomo con Dio, sostanziato nella Comunione: «Verbum caro factum est», scrive l’Evangelista San Giovanni. Consapevole delle vette spirituali e artistiche con cui si misura, l’opera del Maestro Cicerone ha la forza di accogliere e riflettere con splendida luce la inimitabile meraviglia della pittura circostante e la eterna e irresistibile forza del dialogo con la dimensione divina. Il nuovo Ambone ci riporta, naturalmente sospesi tra terra e cielo, tra i lapislazzuli della volta, alla continua ricerca, per chi ha il dono di credere, del Volto della salvezza o del solo significato del mistero della vita; ma anche per chi di fede non dovesse beneficiare, la potenza delle suggestioni, indotte da tanta pura bellezza, sublima tumultuosamente lo spirito di qualunque creatura umana
Nicola Mattoscio
(Presidente Fondazione Pescarabruzzo)