Giovanbattista Bendicenti
Vincenzo de Pompeis
(a cura di)
PRESENTAZIONI
Nel presentare questo volume, la Fondazione Pescarabruzzo vuole rendere omaggio ad un grande abruzzese, Tommaso Cascella, uno dei maggiori esponenti di questa nobilissima “dinastia” di artisti che tanto lustro hanno dato alla nostra cultura, alle nostre tradizioni, alla nostra terra d’Abruzzo.
In particolare di Tommaso Cascella viene apprezzato in questo catalogo la trasposizione di certe sensazioni, tipiche del nostro mondo agropastorale, riportate nella sua pittura così come nelle ceramiche o piuttosto nei disegni realizzati dal Maestro durante tutta la sua intensa attività creativa.
Nel lavoro di ricerca svolto dai curatori del catalogo si rende finalmente il dovuto omaggio ad un artista che ha amato profondamente la sua terra, pur venendo da una formazione culturale ed artistica cosmopolita aperta alla contaminazione della prima metà del Novecento grazie al padre Basilio. Forse proprio questo “attaccamento”, questo amore verso i dettagli, verso momenti di intimità tipici dell’amata Majella, o piuttosto l’osservare il placido corso del fiume Pescara, con le sue atmosfere tipicamente dannunziane, ne hanno messo in mostra il carattere schivo -tipico in realtà di molti abruzzesi- quasi che il suo gesto artistico per questo non fosse meritevole della massima considerazione da parte della critica.
Queste immagini e quelle campestri gli servono non per sottolineare un mondo arcaico e bucolico, con cui si era soliti esaltare la retorica dei tempi verso la regione, ma solo per far esplodere la bellezza dell’arte in quanto tale. L’interesse di Tommaso non è l’abruzzesità contestualizzata tra d’Annunzio e Silone, ma la modernità della sua arte tra la scuola napoletana, le contaminazioni dei macchiaioli e alcune tra le più evolute tendenze europee, dove l’insistenza sui temi abruzzesi è solo un pretesto quasi ossessivo, nella complessa fusione tra la sua genialità e la temerarietà che si nasconde dietro la sua timidezza.
Anche numerosi artisti scandinavi, tra i quali il pittore Kristian Zahrtmann, tra fine ottocento e inizio novecento, avevano avuto le stesse motivazioni per i paesaggi abruzzesi.
La Fondazione Pescarabruzzo è da sempre al fianco di tutti quelli che hanno a cuore le eccellenze identitarie abruzzesi. È quindi da parte nostra doveroso dare a questo grande Maestro, Tommaso Cascella, il meritato riconoscimento rendendo onore a chi, nella sua lunga e poliedrica carriera, ha pensato più a “creare”, prendendo spunto dalle nostre tradizioni e dalla nostra cultura, piuttosto che “perdersi” nella ricerca di una vana e sterile promozione della propria immagine di artista. La Fondazione Pescarabruzzo dedica questo volume alla memoria del professor Raffaele Paparella Treccia, recentemente scomparso e magnanime promotore del prezioso contesto che ospita la mostra.
Nicola Mattoscio
(Presidente Fondazione Pescarabruzzo)
Quando mi è stato affidato l’incarico dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara, mi sono posta alcuni obiettivi da raggiungere. Il tempo del mio mandato è durato solo un anno e con piacere riconosco che, nonostante difficoltà e disagi, è maturato uno dei progetti più cari al mio sentire: la pubblicazione di una monografia finora non ancora realizzata su Tommaso Cascella e una sua relativa mostra.
Pescara annovera tra i suoi musei quello dedicato a Basilio Cascella. Lì sono esposte molte opere di Tommaso, mentre l’esposizione, allestita negli spazi del Museo Villa Urania della Fondazione Paparella Treccia, propone dipinti provenienti da collezioni private che arricchiscono i contenuti della interessante e variegata produzione del nostro Maestro. Un aspetto nuovo e diverso, un po’ “segreto”, ma profondamente vero e sensibile, meno noto, ma altamente qualificato, si propone alla nostra attenzione, estendendo così la conoscenza di questo artista. Forse il carattere molto riservato, forse l’essere vissuto in un’epoca in cui il pensiero primo era quello di produrre e non quello di salvaguardare l’individuale lavoro, hanno fatto sì che Tommaso sia passato nel grande panorama della storia dell’arte senza che si cogliesse in pieno lo spessore e umano della sua espressione pittorica.
Questa prima mostra, con taglio monografico, curata da Giovanbattista Benedicenti e da Vincenzo de Pompeis è certamente un buon inizio, perché venga conosciuto e tutelato il patrimonio creativo di questo grande pittore della nostra terra.
A conclusione del mio impegno di responsabile comunale della politica culturale, affrontato con passione e dedizione, rivolgo un caldo ringraziamento a quanti hanno sostenuto la realizzazione di questo progetto e in particolare al prof. Giovanbattista Benedicenti, al dott. Vincenzo de Pompeis, direttore del Museo Villa Urania, alla dott.ssa Raffaella Cordisco, al dott.
Franco Battistella e al dott. prof. Nicola Mattoscio, presidente della Fondazione Pescarabruzzo, che con sensibile apprezzamento ha promosso la pubblicazione del catalogo, affidata all’editore Ianieri.
Paola Marchegiani
Assessore alla Cultura del Comune di Pescara
Come ogni anno, la Fondazione R. Paparella Treccia e M. Devlet organizza una mostra estiva sull’arte abruzzese dell’Otto-Novecento all’interno del Museo Villa Urania. Quest’anno il progetto è molto ambizioso: realizzare la mostra antologica su Tommaso Cascella, un grande pittore abruzzese, il figlio di Basilio da molti ritenuto dotato di maggior talento artistico.
Tommaso si distingue per il suo stile semplice, ma efficace, teso a rappresentare la vita e le tradizione del suo Abruzzo. Pertanto, l’appello rivolto alla Fondazione Paparella Treccia dell’Assessore alla Cultura del comune di Pescara, Paola Marchegiani, di organizzare la prima mostra monografica sull’autore è stato subito accolto con entusiasmo e il direttore del Museo
Villa Urania, Dott. Vincenzo de Pompeis, è stato incaricato di organizzare l’evento. In particolare, la direzione del Museo si è occupata della ricerca delle opere e della loro schedatura, oltre che dei vari aspetti organizzativi del progetto. Invece, l’analisi critica dell’attività artistica di Tommaso Cascella è stata affidata al Prof. Giovanbattista Benedicenti, storico dell’arte moderna e contemporanea, che ha fornito un nuovo inquadramento artistico dell’autore alla luce delle novità emerse con le ricerche. Con lui ha collaborato una storica dell’arte che lavora a Parigi, la Dott.ssa Raffaella Cordisco, che ha fornito interessanti notizie inedite sull’esperienza parigina di Tommaso. Visti i lusinghieri risultati raggiunti con questa iniziativa, ci auguriamo di poter ripetere gli appuntamenti estivi con la più frequente stagione artistica abruzzese anche il prossimo anno.
Carlo Di Properzio
Direttore Scientifico Della Fondazione R. Paparella Treccia e M. Devlet
Pur essendo stati uno dei massimi protagonisti dell’arte abruzzese della prima metà del Novecento, Tommaso Cascella non aveva ancora ricevuto una adeguata attenzione da parte della critica.
Nell’avviare la ricerca di opere inedite di questo autore, per la realizzazione del presente volume, presto ci si è resi conto che stava venendo alla luce un altro Tommaso Cascella, diverso da quello che la documentazione edita sull’autore ci aveva fatto conoscere. Infatti, grazie ad una attività di ricerca condotta personalmente a partire dal 2008, è stato rinvenuto materiale inedito di grande interesse per gli studi sull’autore, tra cui capolavori di cronologia diversa –come l’importante Paesaggio montano innevato del 1907- un elevato numero di opere autografe datate e una significativa documentazione cartacea. Tale materiale è stato sottoposto all’attenzione del Prof. Giovanbattista Benedicenti, invitato a effettuare l’analisi critica delle opere di Tommaso Cascella, che ha efficacemente delineato un nuovo profilo artistico dell’autore.
Prima delle ricerche, l’attività di Tommaso era nota solo attraverso le opere esposte nel Museo Cascella e pochi altri lavori di musei, enti e istituzioni pubbliche, nonché di singole collezioni private, che nell’insieme, ne davano una visione riduttiva. Si trattava di opere riferite all’ultimo trentennio di attività, di precedenti disegni, cartoline e maioliche –che non raggiungono la preferenza dei lavori più importanti- e di un esiguo numero di pregevoli opere realizzate tra il 1907 e il 1930, insufficiente per documentare compiutamente questa fase in cui la sua vena artistica è stata più felice. Forse anche per queste ragioni l’autore non aveva ricevuto la meritata attenzione della critica. Nella presente monografia, per la prima volta vengono pubblicate opere esposte a Parigi, a Milano, alla Biennale di Venezia del 1920, a Bari nel 1929 e alla Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma del 1952. Inoltre, sono presentate novità riguardanti opere già note, come nel caso del grande dipinto del 1930 raffigurante La Processione di San Rocco, che per la prima volta è stato parzialmente ricomposto, assemblando dipinti noti con un inedito di collezione privata.
La variegata evoluzione stilistica dell’arte di Tommaso Cascella, dagli esordi fino agli ultimi anni di attività, è stata delineata con più chiarezza proprio in questa occasione. Ora si può cogliere bene il netto cambiamento di stile segnato dall’esperienza parigina dell’autore, da collocarsi nel1909 quando era appena appena diciottenne. Da quel momento, Tommaso guarda la pittura divisionista e abbandona i paesaggi di stile impressionista che avevano caratterizzato la sua attività precedente. In tal contesto produttivo si colloca Spiaggia, uno dei maggiori capolavori pubblicato per la prima volta nella copertina di questo volume. Inoltre, si chiariscono meglio gli aspetti del suo stile, come la sua pittura impressionista in cui Benedicenti riscontra “l’emozione panica” dei versi dannunziani e “il senso vaporoso dell’atmosfera”, reso nello stesso modo caratteristico di certa pittura michettiana.
Nel volume sono presentati anche molti oli inediti, dipinti sui fronti di guerra francese, italiana e albanese, che documentano la vastità e la drammaticità della Prima Guerra Mondiale.
Inoltre, sono pubblicati pregevolissimi inediti che documentano momenti di vita del popolo abruzzese fino al 1930. Ad esempio, in Arrivo delle paranze del 1916, una placida e
coloratissima scena ambientata lungo la foce del Pescara, raggiunge apici di bellezza e di poesia tali da toccare i sentimenti più profondi. Queste ed altre opere inedite presentate nel volume –tra cui lo splendido pastello raffigurante il Pellegrinaggio al santuario della Madonna della Mazza- colpiscono anche per i variopinti costumi abruzzesi dell’epoca, che invece siamo abituati a conoscere attraverso le coeve fotografie in bianco e nero. I monumenti di vita del popolo abruzzese sono dipinti in tutte le stagioni, come dimostrano altre splendide opere qui presentate per la prima volta e mirabilmente animate da una moltitudine di personaggi: Spiaggia con bagnanti, ambientato d’estate in un tratto di spiaggia forse antistante “Punta Cavalluccio”, nei pressi di Ortona, e Paesaggio innevato, dipinto nell’inverno del 1929. Non mancano inediti capolavori che accrescono le conoscenze sul’ attività più tarda dell’autore, come nel caso di Cipresso del 1936 e di Paesaggio con pini del 1954.
Per la conoscenza dell’importante dell’importante esperienza parigina del Maestro, un contributo fondamentale ci è stato dato dalla Dott.ssa Raffaella Cordisco, che ha rintracciata notizie e documenti inediti tra cui interessantissime fotografie di opere esposte nella Galleria Druet, nel marzo del 1909.
Questi risultati sono stati ottenuti grazie al continuo sostegno dato all’iniziativa del Direttore Scientifico della Fondazione, Sig. Carlo Di Properzio.
Infine, dedico questo lavoro alla memoria del Prof. Raffaele Paparella Treccia, fondatore dell’istituzione che ha organizzato la mostra e grandissimo estimatore del “bello”. Anche egli era entusiasta di questa iniziativa.
Vincenzo de Pompeis
Direttore del Museo Villa Urania