Futurismo, Dinamismo e Colore

Maurizio Scudiero
(a cura di)

 

PRESENTAZIONE

Un’opera futurista è una somma di entusiasmi; ogni elemento, anche minuto, fissa un tratto
di passione interiore”.
Virgilio Marchi “Artefici futuristi” in Noi 1923.

Al Museo Vittoria Colonna di Pescara, la mostra “Futurismo, Dinamismo e Colore” vuole essere un’occasione per rileggere e valutare la produzione pittorica dei più noti ed apprezzati esponenti di questo movimento d’avanguardia italiano dei primi del novecento, famoso in tutto il mondo; un evento dal significato non solo artistico, ma anche e soprattutto didattico.
Il Futurismo, nel corso di tre decenni, invase e pervase molti, se non tutti gli aspetti della società dell’epoca: la politica, la letteratura, la pittura, la scultura, la musica, la moda e l’arredamento; ha influenzato e influenza anche il teatro e la cinematografia dei nostri tempi.
Ed è di conseguenza ritenuto una corrente di pensiero, un modo di essere, di agire e di vivere.
Nacque nel febbraio 1909 con il famoso Manifeste du Futurisme, redatto da Filippo Tommaso Marinetti sul “Figaro”, come corrente letteraria-artistica: propugnò l’assoluto allontanamento
dalla tradizione, per aderire, attraverso la descrizione del movimento, al dinamismo della vita moderna.
Sulla scia del primo manifesto, e sotto la guida dello stesso Marinetti, un gruppo di pittori lanciò a Milano, nel febbraio 1910, il Manifesto dei pittori futuristi, e nell’aprile successivo, il Manifesto tecnico della pittura futurista, firmato da Boccioni, Balla, Carrà, Severini e Russolo; il 2010 è dunque il centenario della nascita della pittura futurista.
La morte di Boccioni e il passaggio di Severini e Carrà a soluzioni vicine al cubismo, determinarono lo scioglimento del gruppo milanese e il trasferimento a Roma del centro gravitazionale del movimento, con la conseguente nascita del cosiddetto “Secondo futurismo” di cui Depero, Cangiullo e ancora Balla, sono i massimi esponenti. Sempre attorno a Marinetti, si riunì un gruppo di artisti, fra cui Tato, Ambrosi. Crali ed altri, che nel 1929 firmarono il Manifesto dell’aeropittura, sintesi delle sensazioni legate al volo.
In una seconda fase, e fino al 1938, emerse una grande attività futurista anche a Torino.
È con grande orgoglio che l’amministrazione comunale di Pescara, compresa la Commissione Consigliare Comunale, che ha votato all’unanimità l’iniziativa, offre la possibilità, soprattutto ai giovani, di conoscere e approfondire questa corrente culturale del primo novecento italiano.
“Futurismo, Dinamismo e Colore”, è una raccolta di opere di tutti i più importanti autori futuristi. La mostra e il catalogo sono a cura del Prof. Arch. Maurizio Scudiero, fra i massimi esponenti contemporanei della critica d’arte.
Un particolare riconoscimento è dovuto alla Prof.ssa dell’Università di Chieti-Pescara, Marilena Giammarco, per il suo scritto La Pescara di Marinetti, pubblicato su questo volume. Vi si descrive la visita a Pescara, nel 1897, del padre del futurismo, in occasione di un comizio elettorale di d’Annunzio, inviatovi da un giornale parigino. Ci sorprende ed inorgoglisce la descrizione di alcuni luoghi storici, e dell’atmosfera dinamica della nostra città.
Un sentito ringraziamento va agli sponsor, primi fra tutti alla Fondazione Pescarabruzzo e al suo Presidente Prof. Nicola Mattoscio, alla società Rizziero arte, organizzatrice con il comune di Pescara dell’evento che, siamo certi, susciterà grande interesse.

Il Sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia
Il Presidente della Commissione Cultura Augusto Di Luzio

INTRODUZIONE
La mostra Futurismo, Dinamismo e Colore, è da considerarsi come una grande opportunità per la città di Pescara, la Provincia, la Regione Abruzzo tutta.
Un’opportunità che scandaglia per la prima volta, in maniera approfondita e poliforme, tutta la forza propulsiva che la corrente futurista promuove per oltre tre decadi del secolo scorso.
Il Futurismo si impone come la prima, e da subito composita, corrente avanguardista italiana, all’interno del variegato panorama internazionale delle grandi Avanguardie Europee,
nella prima metà del ‘900.
La città di Pescara ospita una mostra celebrativa e complessa di un movimento, compatto e caratterizzato dalle più diverse manifestazioni, come mai ebbe luogo in Italia.
Il Futurismo sin dai suoi esordi, con il Manifesto di Fondazione del Futurismo di F.T. Marinetti del 1909, prende coscienza, con forza programmatica, dell’idea di futuro, di movimento e progresso tecnologico, che il secolo appena avviato andava a scoprire.
A differenza delle altri correnti europee, i futuristi espongono dapprima le loro tesi, che trovano successivamente, esplicita realizzazione in scritti, musica, arte, architettura e ancora, gastronomia.
Il movimento scandaglia le varie modalità dell’espressione umana, sulla base di un concetto comune, che ha il suo perno fondante nel movimento, nella velocità intesa come progresso scientifico e accelerazione storica, nella incredibile simultaneità della visione, in uno squisito ottimismo sulla natura umana.
Questi elementi, fortemente innovativi, renderanno il Movimento Futurista un unicum, all’interno del panorama contemporaneo europeo.
Motivo di orgoglio per l’Italia, e soprattutto luogo di confronto, del sapere e di una nuova sensibilità estetico/ideologica, da cui terranno spunto molte altre correnti artistiche future.
E Pescara, una delle città italiane più vocate al movimento e proiettata al futuro, come ricerca e manifestazione della sua principale identità, non è meno orgogliosa di ospitare un evento culturale così fortemente caratterizzato.
Complimenti, perciò, all’Amministrazione Comunale che ha il merito di aver condiviso all’unanimità l’iniziativa, cogliendone il significato particolare per la comunità locale, insieme alla sua valenza culturale generale volta a meglio far conoscere uno dei maggiori contributi italiani dell’arte del ‘900.

Nicola Mattoscio
(Presidente Fondazione Pescarabruzzo)

 

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